01.06.2025 – Tempo di lettura: 10 minuti www.egm.it no profit by biodiritti.org – link d’invito per leggere in Telegram altri articoli di divulgazione Scientifica di Biodiritti by Egm.it No Profit
Intervista a Giovanna e Silvio Testimoni di Geova. Prosciolti da accuse penali infamanti. Per non dimenticare la loro storia di fede. Hanno aperto la strada al diritto di tutti i genitori di esprimere consenso o dissenso a determinate terapie sui figli senza essere incriminati. Condividi liberamente a tutti i tuoi contatti e gruppi.
Continuiamo questa serie di interviste ai Testimoni di Geova con Giovanna Addonizio e Silvio Petrone, sposati 43 anni fa, il 18 aprile 1982. Hanno formalizzato la loro fede con il battesimo come Testimoni di Geova il 13 febbraio 1988. Nonostante non fosse terminato l’assurdo procedimento penale a loro carico per motivi di fede. Furono prosciolti in sede istruttoria il 16 aprile 1988, perché il fatto non sussiste, nove mesi dopo. Abbiamo fatto questa intervista per informare pubblicamente della loro storia di fede. Avevano saputo della loro ingiusta incriminazione dai giornali il 7 luglio 1987, e dalla notifica della Procura il 18 luglio 1987, dieci giorni dopo che i giornali ne avevano dato ampia notizia.
- ORDINE DI TRASFUSIONE
- IMPUTAZIONE DI REATO
Giovanna e Silvio hanno tre figli, Lorenzo il primogenito, sposato che è in Sud Africa, la femmina di cui leggiamo a seguire la storia della nascita e infine Gianluca. Quest’ultimo fu fatto nascere a Milano, quattro anni dopo sua sorella, dove con le normali metodiche scientifiche, alternative alle emotrasfusioni, fu evitato qualsiasi problema di praticare l’exanguinotrasfusione per incompatibilità di sottogruppi RH. Abbiamo consultato, prima dell’intervista, gli atti depositati in Procura e del Prof. Avv. Ferrando Mantovani di Firenze. Luminare delle procedure penali, che citava l’effettiva esistenza di terapie alternative alla exanguinotrasfusione e l’incomprensibile ritardo di non aver messo subito la bambina sotto la fototerapia. Leggi qui la Memoria di difesa dell’Avv. Prof. Ferrando Mantovani in parte citata in tre libri ma mai dai media (La Responsabilità Penale e Civile del Medico – Giudice Avv. Prof. Bilancetti Mauro – Il prezzo della diversità Dott. Piccioli Paolo – Libro Bianco: Intolleranza religiosa alle soglie del duemila – Associazione Europea dei Testimoni di Geova). Riteniamo doveroso, a distanza di tanti anni, rendere finalmente pubblica la loro straordinaria prova di fede e innocenza quando furono ingiustamente incriminati per motivi di fede come testimoni di Geova, e non ancora battezzati come tali. Da considerare anche l’aiuto prestato tramite il locale Comitato di Assistenza Sanitaria dei Testimoni di Geova anche tramite l’allora coordinatore.
- CORRIERE ARETINO 08.07.1987
- LA NAZIONE 08.07.1987
“Giudice salva una neonata. Il padre impediva la trasfusione di sangue” – La Nazione, 8 luglio 1987” – “Neonata in fin di vita – Il padre si oppone ad una trasfusione” – Corriere Aretino, 8 luglio 1987 – “Nei guai il Padre di (xxxxx) – Si era opposto a una trasfusione di sangue” – La Nazione 10 luglio 1987 – “Rifiuta una trasfusione alla figlia incriminato” – Corriere Aretino 10 luglio 1987 – Questi i titoli dei quotidiani che commentarono l’episodio accaduto ad Arezzo il 6 luglio 1987 presso l’Ospedale Pediatrico. Quali i fatti e le persone? Sentiamo nell’intervista la loro versione che riferirono al Sostituto Procuratore Dott. Silvano Anania, a cui è doveroso riconoscergli che ebbe il coraggio di proscioglierli dopo nove mesi, andando contro la sua stessa decisione di incriminarli.
- CORRIERE ARETINO 10.07.1987
- LA NAZIONE 10.07.1987
Biodiritti.org: Giovanna raccontaci cosa accadde?
Giovanna: Fui ricoverata per il parto nella Casa di Cura Poggio del Sole, venerdì 3 luglio 1987 alle ore 18,00 e diedi alla luce la mia bella bambina di kg. 3,700.

Nascita della bambina il 3 luglio 1987 ore 18
Il sabato 4 luglio, passava un medico, proveniente dall’Ospedale Pediatrico, per visitare gli ultimi nati. Approfittai della presenza del medico per chiedere della salute di mia figlia di cui avevo notato qualche piccola macchia gialla sul viso. Fui tranquillizzata, disse che tutto era normale, la bimba era robusta e che bastava aspettare e non fu dato peso alla cosa. Ero però preoccupata per queste insolite macchie gialle. Ho insistito per due giorni. La domenica mattina chiesi di nuovo all’ostetrica di turno e mi disse che era meglio attendere prima di metterla sotto la lampada e prescrisse per il giorno dopo, lunedì, gli esami del sangue per mia figlia. Lunedì, a esami fatti, l’altra ostetrica di turno, si lamentava chiedendo il perché gli esami non erano stati fatti il giorno prima e faceva avvertire l’ambulanza per trasferire la bambina all’Ospedale Pediatrico. Chiedevo il perché di tanta urgenza. Fui rassicurata dicendo che sarebbe stata messa sotto la lampada, fatte delle flebo e che non c’era assolutamente bisogno di alcuna trasfusione. Aveva aggiunto che la bimba avendo il sangue tipo A positivo non correva alcun pericolo, peggio invece se avesse avuto il gruppo 0 positivo come me. La mia piccolina aveva una incompatibilità, non per gruppi sanguigni, ma soltanto per sottogruppi. L’ambulanza prese la bambina senza alcuna mia opposizione, e rimasi ricoverata presso la Casa di Cura Poggio del Sole Tanganelli fino al martedì 7 luglio. Quindi, a prescindere dalle mie convinzioni religiose, rimasi del tutto estranea all’assurda accusa penale nei miei confronti, poi prosciolta dopo ben nove mesi. Non fui mai interpellata sulla necessità trasfusionale della bambina, neppure al momento che fu portata all’ospedale pediatrico in ambulanza e io rimasi ricoverata in Casa di Cura Poggio del Sole.

EX CASA DI CURA PROGGIO DEL SOLE
SILVIO: Appena uscito dal lavoro, alle ore 17:45, mi recai di corsa all’Ospedale Pediatrico. Chiesi notizie di mia figlia. Fui informato che la neonata aveva un ittero salito a 20 e quindi i medici mi dissero che c’era la necessità di trasfusione. Non mi opposi né fisicamente né in altro modo. Semplicemente non diedi il consenso chiedendo terapie alternative sia per motivi di fede che di salute per la bambina, visto i noti rischi delle trasfusioni e che erano disponibili metodiche anche in farmacia comunale e usate su casi di incompatibilità ben peggiori. Non portai via la bambina nonostante mi fosse stato suggerito da un medico. Alle 22:30, ricevuto il consenso dalla Procura, iniziarono la trasfusione di sangue.
Biodiritti.org: Dalle carte processuali risulta che l’ospedale Pediatrico segnalò immediatamente il caso alla Procura della Repubblica e il sostituto Procuratore dott. Silvano Anania, ordinò telefonicamente di trasfondere, aprendo il procedimento penale a carico di entrambi i coniugi, imputati del reato di cui agli articoli 582, 583, 56 c.p. per avere compiuto atti idonei diretti in modo non equivoco a causare alla figlia minorenne (omissis) lesioni personali, gravissime (paralisi, pericolo di vita) … poiché rifiutavano l’assenso alle trasfusioni di sangue. (Leggete qui in Gazzetta ufficiale gli anni di pena detentiva per il delitto di lesioni tentate Art. 56 Codice Penale). I coniugi Petrone vennero formalmente prosciolti in sede istruttoria, il 16 aprile 1988, nove mesi dopo la prolungata gogna mediatica.

Il proscioglimento di Giovanna e Silvio dalle accuse penali
Nella sentenza leggiamo:“All’atto dell’istruzione sommaria, il P.M. …ha chiesto il proscioglimento di entrambi gli imputati dal reato loro ascritto in epigrafe, poiché il fatto non sussiste, dando rilevanza determinante da un lato alle dichiarazioni rese in sede di interrogatorio di imputati, da P.S., e dall’altro alle argomentazioni contenute nella memoria difensiva dell’avv. Prof. Ferrando Mantovani di Firenze. La richiesta deve essere accolta. In quanto all’imputata Giovanna Addonizio, madre della piccola, risulta precisamente in atti, che essa rimase del tutto estranea al fatto contestato in quanto non fu messa neppure al corrente dell’eventuale necessità di procedere ad una trasfusione di sangue sulla bambina. Invero l’autorizzazione a procedere a tale trasfusione fu richiesta al solo padre della piccola, Petrone Silvio, presso l’Ospedale Pediatrico di Arezzo dove la piccola paziente era stata ricoverata. (La mamma era rimasta presso la Clinica Tanganelli). Quanto all’imputato Petrone, si legge ancora nella sentenza, si richiamano le argomentazioni del suo difensore, osservando che in atti manca del tutto la prova che Petrone si sia formalmente opposto alla trasfusione, sussistendo la prova unicamente del fatto che egli si dichiarò contrario, (per credo religioso), a tale pratica chiedendo che si ricorresse a cure alternative di cui era consapevole e della cui efficacia, a torto o ragione, si dimostrava convinto. Né risulta minimamente che, di fronte all’ordine del magistrato di procedere alla trasfusione, abbia tenuto un comportamento in qualche modo ostativo. Può dunque concludersi, anche in considerazione della effettiva esistenza di terapie alternative alle trasfusioni di sangue, che il comportamento dell’imputato non realizzò, neppure oggettivamente, il reato contestato, per cui lo stesso, al pari dell’imputata Addonizio /la madre) dovrà essere prosciolto in questa istruttoria dal reato di cui all’epigrafe perché il fatto non sussiste”.
Biodiritti.org: Cari Giovanna e Silvio, riuscite descrivere gli stati d’animo di quei momenti quando siete stati ingiustamente inquisiti penalmente?
Giovanna e Silvio: “Sono stati momenti molto brutti, catapultati in una situazione totalmente inaspettata. La gioia per la nascita della nostra bambina è stata sopraffatta dalla paura per le sue condizioni di salute. Inoltre essere presentati dalla stampa come persone che volevano far morire la propria figlia è stato molto doloroso. Però abbiamo ricevuto tanto amore e sostegno dai nostri cari confratelli e sorelle spirituali che ancora serbiamo nei nostri cuori con gratitudine”.

Linfomi non Hodgkin
Biodiritti.org: Descrivete l’ulteriore situazione che vi ha coinvolto nella vostra salute in questi anni recenti.
Giovanna: Nel 2021 mi è stato diagnosticato un linfoma centro follicolare grado 3 A Inizialmente curato con immunoterapia, radioterapia, chemioterapia e ancora continuo con immunoterapia. Esprimo grande riconoscenza al Reparto della Oncoematologia di Arezzo, che mi segue in Day Hospital e mi rispetta nel mio rifiuto alle trasfusioni di sangue, con terapie alternative, quando necessarie.
Silvio: Nel 2018 sono stato sottoposto a due interventi per asportazione di un tumore della pelle: il melanoma. Recentemente mi è stato trovato anche un tumore alla prostata in fase iniziale.
- I melanomi e altri tumori della pella
- Il tumore della Prostata
Biodiritti.org: Giovanna, talvolta può essere suggerito l’uso di trasfusioni di sangue per gestire l’anemia nel linfoma non-Hodgkin. La tua malattia ti ha procurato pressioni in ospedale o con i responsabili della congregazione dei Testimoni di Geova per continuare ad esprimere dissenso alle trasfusioni di sangue?
Giovanna: No assolutamente. Non ho subito pressioni da nessuno. I medici sapendo del mio rifiuto per le trasfusioni sono stati sempre molto attenti e quando il caso lo richiede mi somministrano EPO – Eritropoietina.
Biodiritti.org: Purtroppo leggiamo dell’EPO usata da alcuni sportivi per doping invece che per gestire l’anemia.
Biodiritti.org: Viviamo in un periodo in cui poche coppie tengono un legame per così tanti anni come voi. In che modo la fede ha contribuito nel preservare il vostro legame matrimoniale?
Giovanna: Anche noi abbiamo avuto problemi e difficoltà nel matrimonio. Ma con la guida di Geova e i suoi saggi consigli contenuti nella Sacra Bibbia siamo riusciti a superarli.
Biodiritti.org: Veramente interessanti questi articoli del sito jw.org sulla famiglia

Il raro successo di invecchiare assieme
Biodiritti.org: Condividere momenti difficili con alcuni vostri confratelli come vi ha aiutato negli anni?
Giovanna: È stato un aiuto rafforzante. Abbiamo tratto tanto incoraggiamento soprattutto da chi ha avuto o ha ancora problematiche di salute. Vedere la loro fede ci ha spronato a rimanere positivi.
Biodiritti.org: I recenti articoli di giornali locali e trasmissioni televisive nazionali contro i Testimoni di Geova di cui abbiamo già parlato, che effetto hanno avuto su di voi?
Giovanna e Silvio: Questi continui attacchi ai Testimoni di Geova rafforzano la nostra fiducia che questa è l’organizzazione di Geova. Gesù avvertì che i veri discepoli sarebbero stati odiati.
Biodiritti.org: I Testimoni di Geova sono conosciuti per frequentare le riunioni settimanali e condividere anche con parenti, vicini, in pubblico e di casa in casa la propria speranza di fede. Come ci riuscite vista la vostra esperienza traumatica e l’attuale condizione fisica?
Silvio: Cerchiamo di parteciparvi ognuno in base alle personali circostanze e condizione di salute, perché amiamo Dio ed è volontà di Dio che tutti conoscano il suo proposito e la speranza che abbiamo.
Biodiritti.org: Giovanna e Silvio vi ringraziamo. La vostra intervista è un ricordo doloroso ma pieno di sentimento, fede e speranza. Incoraggerà sicuramente tutti coloro che la leggono. Grazie anche alla vostra sofferenza ad Arezzo la USL8 promulgò delle interessanti indicazioni Bioetiche che costituirono una pietra miliare per i diritti di tutti i genitori, testimoni di Geova o no, nel rispetto del loro consenso o dissenso a qualsiasi terapia senza per questo essere incriminati come voi. Possono essere lette in questi link che parlano nello specifico anche della situazione dei minori:– Documento sull’autodeterminazione del paziente in ordine al rifiuto della terapia emotrasfusionale (Arezzo 09.06.2000)
– Carta di Arezzo – Parere in Tema di autodeterminazione del paziente sui trattamenti salva-vita (Arezzo 2007)
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