16.11.2025 – Tempo di lettura: 6:14 minuti – www.egm.it no profit by biodiritti.org – link d’invito per leggere in Telegram altri articoli di divulgazione Scientifica di Biodiritti by Egm.it No Profit
IL DISSENSO MINORANZE È UN VALORE
Città del Capo 2 dicembre 1967
È accaduto a Città del Capo, in Sudafrica, durante la notte tra il 2 e 3 dicembre 1967. I giornali, in Italia, ne parlarono il giorno dopo. Il quotidiano di Torino, Stampa Sera, titolò in prima pagina – “Il cuore di una ragazza morta trapiantato ad un uomo ammalato”.
“Stampa Sera”, titolò in prima pagina “Il cuore di una ragazza morta trapiantato ad un uomo ammalato”.

Primo trapianto di Cuore
Si trattò del primo storico trapianto di cuore effettuato dal prof. Christiaan Barnard, il pioniere della moderna e affermata chirurgia nei trapianti cardiaci effettuato sul 54enne Louis Washkansky. I media dell’epoca diedero una notevole risonanza, tenendo col fiato sospeso, nei giorni successivi, tutto il mondo accademico e scientifico desideroso di poter applaudire al successo di una tecnica d’avanguardia.
Purtroppo, Washkansky morì dopo appena 18 giorni, una inezia rispetto ai successi di oggi – alcuni pazienti vivono anche decine di anni –, ma un periodo alquanto lungo se si considera la difficoltà dettata dall’inesperienza, sostenuta solo da una grande volontà di seguire intuizioni mediche lasciate alle sole capacità tecniche e intelligenza di chi ha voluto superare la barriera dell’impensabile. Divenuto “rompighiaccio” scientifico, Barnard alimentò la voglia di migliorare le sue stesse tecniche.

Il cuore che Christiaan Barnard trapiantò in Louis Washkansky il 3 dicembre 1967, conservato nel museo dell’ospedale Groote Schuur di Città del Capo, in Sudafrica (RODGER BOSCH/AFP/Getty Images)
Prof. Denton Cooley
Il testimone fu raccolto, nello stesso periodo, dal Prof. Denton Cooley, anch’egli pioniere nella cardiochirurgia, diventato famoso in tutto il mondo per aver eseguito il primo impianto di cuore artificiale in un essere umano.

April 4, 1969: Denton A Cooley world’s first Total Artificial Heart implant at Texas Heart Institutue on Good Friday. Dr. Cooley holds in his right hand the Liotta TAH and in his left, the native heart which has just been removed from the patient’s chest (Haskell Karp). The patient was maintained on the TAH for 64 hours until a donor heart was located and transplant was performed.
Denton Cooley iniziò con centinaia di Testimoni di Geova
Oramai il campo era aperto. Una MINORANZA coraggiosa in campo medico, Barnard e Cooley, seppero affrontare la sfida vista dalla loro angolazione medico-scientifica, con la speranza di vivere di più e meglio per i loro pazienti. Esiste una vera differenza sostanziale però tra i due professionisti: Cooley fu il primo in assoluto a sperimentare la tecnica della emodiluizione nella cardiochirurgia. Nel 1961, il Dott. Cooley divenne il primo chirurgo a tentare un intervento chirurgico a cuore aperto su pazienti Testimoni di Geova senza trasfusione di sangue come richiesto. Lo eseguì utilizzando una soluzione non ematica (costituita dal 5% di destrosio in acqua distillata) per innescare la pompa della circolazione della emodiluizione extracorporea. Sebbene una tecnica simile fosse stata utilizzata per la prima volta dal Dott. Nazih Zuhdi e colleghi, il Dott. Cooley divenne molto meno dipendente dalla banca del sangue, liberandosi delle emotrasfusioni per eseguire molti più interventi. Nel 1965, il team del Dott. Cooley raggiunse il traguardo di eseguire 1000 interventi di bypass cardiopolmonare in un solo anno.

Emotrasfusione verso Emodiluizione e macchina Cuore Polmone
Fino a quel momento l’emotrasfusione sembrava essere l’unica strada percorribile, con costi ricadenti sulla collettività non indifferenti, oltre ai rischi connessi con le reazioni avverse o di contrarre patologie pericolose come l’epatite e l’AIDS, o complicazioni polmonari e renali. (info AVIS). Cooley, fu sollecitato dalla MINORANZA che DISSENTIVA alle Emotrasfusioni. La folta comunità di Testimoni di Geova negli USA. Chiedevano di trovare una soluzione etica che rispettasse la loro volontà di non ricevere trasfusioni di sangue. Il loro DISSENSO, introdusse la tecnica dell’emodiluizione, o circolazione extracorporea (ECMO), che riduceva il fabbisogno di sangue durante gli interventi. Perfezionatasi poi con la macchina cuore-polmone. Oggi milioni di persone non Testimoni di Geova ne traggono grande giovamento. Dal primo intervento in emodiluizione eseguito da Denton Cooley nel 1961 su pazienti Testimoni di Geova, la cardiochirurgia ha compiuto passi enormi. Grazie alle tecniche innovative richieste per primi dai testimoni di Geova, oggi si contano milioni di interventi a cuore aperto nel mondo, con oltre 150.000 trapianti di cuore registrati ufficialmente dal 1967. La scelta di una minoranza religiosa di rifiutare le trasfusioni ha spinto la medicina a sviluppare tecniche senza sangue, divenute patrimonio comune e applicate a beneficio di tutti i pazienti.

Denton Cooley e i primi 500 interventi a cuore aperto su Testimoni di Geova
Con quella tecnica – e fino al 19 settembre 1977 – Cooley eseguì con successo oltre 500 interventi a cuore aperto sui Testimoni di Geova. (Info PubMed 19.09.1977 Chirurgia cardiovascolare nei Testimoni di Geova. Segnalazione di 542 interventi chirurgici senza trasfusione di sangue). Indirettamente, il problema posto dal DISSENSO alle emotrasfusioni di una folta MINORANZA di Testimoni di Geova diventò un prezioso assist alla classe medica permettendo così anche a non Testimoni di poter ricevere adeguate cure cardiochirurgiche. Al ringraziamento dei medici per l’atteggiamento collaborativo offerto dai Testimoni di Geova non ha corrisposto, tuttavia, quello della maggioranza della gente comune che, anzi, ancora oggi ne è all’oscuro. Perché? La mancata consapevolezza della collettività viene alimentata da pregiudizi fideistici dei mezzi di informazione pilotati ad arte. Così le persone non hanno modo di valutare la realtà: il loro positivo contributo, a beneficio di tutti, perché venga rispettato il diritto di scelta del trattamento del proprio corpo.

🌍 L’impatto sociale e umanitario dei Testimoni di Geova
Quella sul sangue è solo l’ultima, in ordine di tempo, delle scelte di vita dei Testimoni che hanno inciso sulla collettività. Aver sopportato persecuzioni per aver difeso il diritto ad esprimere liberamente la propria fede (libertà di culto vedi attualmente il caso Russia dove sono colpite 175.000 persone – Agenzia DIRE)
Aver rifiutato di indossare la divisa militare e le armi nel rispetto della vita umana, definendo la libertà di coscienza su questo tema (Agenzia Ansa) Sono loro i famosi “Triangoli Viola” che si opposero al regime di Hitler finendo nei campi di concentramento. In un mondo segnato da guerre, migrazioni forzate e calamità naturali, l’azione dei Testimoni di Geova, anche se non unica tra molte altre associazioni, si distingue per la sua discreta ma profonda ricaduta sulla collettività.
Con circa 10 milioni tra aderenti e attivi proclamatori in 240 paesi, il loro impegno non si limita alla predicazione: si traduce in accoglienza, assistenza medica, supporto psicologico e ricostruzione materiale.
🇮🇹 In Italia• I Testimoni di Geova rappresentano la seconda confessione cristiana per numero di fedeli italiani, con 255.000 aderenti e altrettanti simpatizzanti.• In un sondaggio riferito da ANSA su 3.592 comunità italiane, sono stati documentati:• 20.557 persone che hanno smesso di fumare• 2.882 liberate dall’alcolismo• 2.120 che hanno superato comportamenti violenti• 2.432 che hanno abbandonato il gioco d’azzardo – (un sondaggio condotto nel 2020 ha stimato che almeno 14.180 testimoni avevano scontato oltre 9.700 anni di carcere per obiezione di coscienza). Questi cambiamenti hanno migliorato la salute pubblica, ridotto i costi sociali e rafforzato la coesione familiare.
Alcuni Eventi e Interventi di soccorsi in caso di calamità
I Testimoni di Geova intervengono in modo organizzato e tempestivo attraverso comitati di soccorso locali e internazionali. La loro forte organizzazione è nota per mobilitarsi rapidamente in risposta a catastrofi naturali, come già successo in Italia durante il terremoto dell’Aquila.
Accoglienza ai rifugiati: un messaggio di speranza ai profughi
In Italia e nel mondo, i Testimoni di Geova si distinguono per l’accoglienza a migranti e rifugiati. Molti gruppi locali operano in 25 lingue straniere, favorendo l’integrazione e la dignità personale. Questa rete silenziosa di solidarietà contribuisce a ridurre l’emarginazione, alleviare la sofferenza e rafforzare il tessuto sociale.
2.000 Comitati di Assistenza Sanitaria in 110 paesi del mondo
Provvedono ai medici che le richiedono informazioni e articoli tratti da autorevoli riviste mediche e attendibili sotto il profilo scientifico su strategie cliniche che consentono di gestire il paziente senza ricorso a trasfusioni di sangue allogenico e sui principi deontologici, etici e giuridici implicati. Hanno contribuito a livello mondiale e in Italia al diritto al dissenso a determinate terapie promuovendo alternative a beneficio dell’intera collettività.
Dovrebbe far riflettere come una piccola MINORANZA di comunità religiosa come quella dei Testimoni di Geova (oggi circa 10 milioni nel mondo) che, a dispetto dell’opinione pubblica, ha dimostrato con coraggio di voler difendere diritti inalienabili e inviolabili e sia riuscita con determinazione a fare scelte impopolari con ricadute positive per tutti.

Seguono Fonti Bibliografiche e Video Autorevoli sulla Medicina e Chirurgia senza sangue, diritto al dissenso di terapie trasfusionali, alternative scientificamente validate a favore di tutta la collettività.
- articolo 32 della Costituzione :“Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”
– articolo 13 Costituzione “La libertà personale è inviolabile”
– legge 219 del 2017: “nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata”,
– Video | Cardiochirurgia senza Sangue
– Seminari formativi e documenti Etici Storici USL8 di Arezzo
– Biblioteca Medica del Servizio di Informazione Sanitaria jw.org
– PBM Patient Blood Management a cura della Commissione Europea
– linee guida OMS del PBM Centro Nazionale Sangue
– CoBUS (comitati sul buon uso del sangue).
– Society for the Advancement of Blood Management (SABM Aggiornamenti su Patient Blood Management)
– NATA (Network for Advancement in Transfusion Alternatives)
– OMS dal 2010 URGENTE il programma Patient Blood Management (PBM link PDF)
–10 video interviste nazionali e internazionali su medicina e chirurgia senza sangue su testimoni di Geova (Link)
– Medicina senza sangue: Convegno storico all’Università di Padova con interviste di medici e magistrati
Redatto in collaborazione con Fred G.D.Hardy. Il Comitato Etico della REDAZIONE, coordinato dal Curatore e Direttore Responsabile Silvano Mencattini iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1979, vigila che ogni articolo contenga Informazioni e divulgazione Scientifica libera da conflitti di interesse. Le citazioni sono controllabili tramite Link sottolineato. Le notizie del sito sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte: www.egm.it no profit by biodiritti.orgNo Profit o le fonti citate con link in questo articolo.

Grazie per l’articolo. È evidente che siamo pionieri anche in campo medico, a beneficio della collettività. Questo mi fa inevitabilmente rispolverare qualche reminiscenza di diritto costituzionale. In particolare l’art. 3 della costituzione, sancendo il principio di uguaglianza formale e sostanziale, stabilisce che è responsabilità dello Stato rimuovere gli eventuali ostacoli, a tutela delle minoranze. A me sembra invece il contrario. È Una minoranza che si muove per aiutare le fasce più deboli. Gli ultimi aiutano i penultimi.
Grazie a Geova che ci fa evitare dei problemi relativi alle trasfusioni di sangue e ci mantiene puri dal punto di vista religioso